Seguici su Facebook Seguici su Twitter Seguici su LinkedIn Seguici su Pinterest Seguici su Google Plus Seguici su You Tube
A A A
  • SEDI
  • ALBERGHI
  • SERVIZI

Cerca Hotel

Check-in

Check-out

PRENOTA
Le fontane a Roma

Roma è una città ricca di acqua e fontane storiche.

Nell'antica Roma gli acquedotti garantivano l'approvvigionamento idrico alla popolazione, alimentando le numerose fontane e le famose terme. Il saccheggio dei barbari pose fine a questa ricchezza che ritroviamo solo alla fine del XVI secolo, durante il Rinascimento.

Furono infatti i pontefici a dar lustro alla città con la costruzione di fontane monumentali per celebrare la munificenza della Chiesa.

Ancor oggi Roma offre ai visitatori un'ottima acqua che esce dai simpatici "nasoni", le tipiche fontanelle dal rubinetto curvo.


A Piazza della Repubblica c'è la Fontana delle Naiadi, opera scenografica dello scultore Mario Rutelli del 1901: le quattro ninfe in bronzo collocate in fondo alla vasca scandalizzarono i benpensanti dell'epoca ed oggi troviamo al loro posto la figura di Glauco in lotta con un tritone.

La Fontana del Mosè, in Piazza San Bernardo, rappresenta Mosè nell'atto di far uscire l'acqua dalla roccia, in riferimento al Papa Sisto V che, verso la fine del '500 ripristinò l'antico acquedotto Alessandrino.

Nel 1642 in Piazza Barberini Gian Lorenzo Bernini realizza il suo capolavoro: la Fontana del Tritone. La spettacolare composizione raffigura un tritone che soffia in una conchiglia proclamando al mondo la gloria della famiglia Barberini. Davanti alla fontana fino al sec. XVIII si svolgeva un raccapricciante rituale: la folla,animata da un banditore, doveva riconoscere i cadaveri esposti.

Una deliziosa composizione di api, simbolo dei Barberini, decora la Fontana delle Api (1644, Bernini), collocata all'angolo fra Piazza Barberini e Via Veneto.

Da Via del Tritone si giunge a Fontana di Trevi, sicuramente la fontana più spettacolare e famosa di Roma, resa ancor più celebre dal film "La dolce vita" di Fellini. La leggenda narra che fu una fanciulla ad indicare ai soldati assetati di Agrippa la sorgente. La fontana è la parte terminale dell'acquedotto Vergine, quello che ancor oggi porta l'acqua alle fontane monumentali del centro storico, da Piazza Navona a Piazza di Spagna. Fu Nicola Salvi - tra il 1732 e il 1762 - a costruire una fontana così grande, per accrescere la sensazione di stupore, donandole una forma simile ad un teatro. La tradizione vuole che, per tornare a Roma, si deve gettare una monetina nella vasca e allontanarsi dalla piazza rigorosamente di spalle!

Ai piedi della celeberrima scalinata di Trinità dei Monti, in Piazza di Spagna, sorge la Fontana della Barcaccia. Opera di Pietro e Gian Lorenzo Bernini, fu realizzata nel 1629 per volere di papa Urbano VIII. Secondo la tradizione si voleva ricordare un barcone arenatosi durante la grande alluvione del 1598, ma in realtà rappresentare una barca semisommersa fu un espediente tecnico che permise al Bernini di creare una fontana al di sotto del livello del suolo, poiché lì la pressione dell'acqua era piuttosto scarsa.

La Fontana in Via del Babuino deve la sua nomea alla bruttezza del sileno raffigurato che ai romani sembra una scimmia o, appunto, un babuino. Qui venivano affisse satire e invettive politiche che restavano rigorosamente anonime.

In Via Margutta, la celebre strada dei pittori, non poteva che esserci la Fontanella degli artisti (1927, Pietro Lombardi) con pennelli e tavolozze, trespoli e cavalletti.

Iscriviti alla newsletter
 
Privacy